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DOVE VIVO

Vivo e risiedo a Su Pallosu, in Sardegna, nella Marina di San Vero Milis, provincia di Oristano, territorio che amo come tutta l’isola.

Questo minuscolo agglomerato di case si trova nella costa centro occidentale della Sardegna. Il suo mare, estremo lembo nord del Sinis,  deve la sua popolarità alla pesca, ai pescatori e a personaggi noti e meno noti che l’hanno frequentato.

Qui ho avuto infatti la fortuna di conoscere direttamente e personalmente tra gli altri:  lo scrittore Stefano Benni , Beppe Grillo,  gli attori Davide Riondino, Sabina Guzzanti, Antonio Catania.

Tutti grandi amici di altro grande personaggio pescatore, che ha guidato con passione e intelligenza la cooperativa dei pescatori locali,  con passato illustre di metalmeccanico, sindacalista e con varie esperienze politiche: Gianni Usai.

Il pescatore di Su Pallosu Gianni Usai

Ma parlare di Su Pallosu significa per forza di cosa ricordare grandi uomini come il corallaro Geppetto, il pescatore Giovannino La Murena e mio papà Gianni Atzori.

Persone che hanno vissuto qui buona parte della loro vita.

Ricordo la prima volta che ho incontrato Beppe Grillo nella bottega artigianale dove mio padre lavorava il corallo, oggi la casa dove abito a Su Pallosu.

Era ovviamente in compagnia del suo grande amico Stefano Benni. Io ero ancora un giovanotto di meno d’una ventina d’anni di età.

In giardino per terra intorno al laboratorio, avevamo una  numerosa serie di vecchie tv guaste pronte per essere portate vie e Grillo ci prese ovviamente in giro: “Bravi-ci disse ridendo-questo è il miglior utilizzo per le televisioni, la discarica…”.

Successivamente ricordo di aver giocato con lui a ping pong sul nostro tavolo in giardino e di averlo battuto.

Al termine della partita gli strinsi la mano e lui disse: ” Ah qui, è come a Wimbledon…”.

Più recentemente, come attivista e collaboratore parlamentare del M5S, ho avuto modo di ricordare a Beppe la sua visita di un tempo a Su Pallosu.

Su Pallosu è stato set in passato di almeno tre film: “Giarrettiera Colt”, “Le ragioni dell’aragosta” e “La Leggenda di Kaspar Houser”.

Lo scrittore Stefano Benni in visita all’Oasi Felina di Su Pallosu

Oggi Su Pallosu è conosciuta in tutto il mondo per la nostra piccola Oasi Felina Privata di Su Pallosu e relativa Casa Museo dedicata a mio papà: Gianni Atzori.

La Casa Museo Giannu Atzori di Su Pallosu è inserita nella rete delle Case Museo della Provincia di Oristano

La “Casa Museo Gianni Atzori” di Su Pallosu, dove vivo e risiedo da oltre dieci anni, è stata realizzata con tanto sacrificio e impegno da mio papà nel lontano 1961.

E’ stato il suo laboratorio artistico di lavorazione del corallo, ossidiana, trachite e altre pietre dure; è un immobile voluto e autorizzato direttamente da un organo periferico dello Stato.

Oggi la Casa Museo e l’ Oasi Felina costituiscono unitariamente un Percorso Culturale Didattico dedicato alla valorizzazione del Territorio, Natura, Storia e Arte, visitato ogni anno da diverse migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

CERTIFICATO ECCELLENZA TRIPADVISOR

Oasi Felina e Casa Museo Gianni Atzori sono la principale attrazione turistica del territorio di San Vero, tre volte Certificato di Eccellenza Turistica per Tripadvisor (2016, 2017 e 2018) e sono inserite nei portali ufficiali Turistici di Comune e Regione.

La Casa Museo e l’Oasi Felina sono completamente autofinanziate e autogestite: non hanno mai goduto di alcun aiuto pubblico.

FAKE NEWS SULLA CASA DI SU PALLOSU

Il mio impegno in favore del territorio e dell’ambientalismo scientifico è pluridecennale.

Articoli, assemblea, conferenze, comunicati, interviste, manifestazioni, seminari, ricerche studi ecc:  sono sempre orgogliosamente in prima fila.

L’ecologia e l’ambientalismo sono parte fondamentale di tutta la mia vita personale e professionale. Con trasparenza e coerenza rivendico a testa alta orgogliosamente ogni mia azione con le associazioni ambientaliste e come giornalista.

Mettendoci sempre la faccia ho promosso un’economia sostenibile, il turismo legato al territorio e l’istituzione dei parchi naturali in alternativa al mattone selvaggio delle seconde case.

Non è un caso che la mia tesi di Laurea all’Università di Cagliari è stata dedicata ad analizzare le cause della mancata istituzione del Parco Naturale Sinis Montiferru.

Comprensibile quindi che ci sia stato e ci sia ancora qualcuno che non mi ami.

Finché il confronto è dialettico e civile  è il sale della democrazia.Qualche volta però non è andato così.

TRE ATTI INTIMIDATORI

Ne ho visto di tutti i colori, atti intimidatori veri e propri per cercare di tapparmi la bocca, ma non ci sono mai riusciti.

 Nei caldi anni ’90 per 2 volte mi hanno spaccato i vetri della macchina.

Nel mezzo ci sono state le citazioni per danni e le denunce, portarmi in tribunale per cercare di fermarmi, ma non ci sono mai riusciti e non mi mi sono mai fermato.Sempre assolto in via definitiva.

Insomma a qualcuno “faccio paura”, ma la mia attività, la mia libertà di espressione, l’esercizio del diritto di cronaca, è stata sempre legittima anche secondo gli organi inquirenti.

Un impegno il mio che non si è mai fermato e mai si fermerà.

L’ultimo azione violenta che ha provato nuovamente a fermarmi e a tentare farmi paura  è recente, dell’aprile del 2018,  quando si è verificato un tentativo d’aggressione con una pala e lancio di blocchi in pietra.

Stavolta nel pieno di un’altra pubblica battaglia per la difesa del mare di Su Pallosu.

ODIATO DALLA CASTA “PSEUDO-SVILUPPISTA” DI PD E FORZA ITALIA

La serietà e coerenza per alcuni politici-imprenditori sono una “colpa”.

Comprensibile quindi che  lobbisti, cementificatori, esponenti politici del centrodestra (Forza Italia e AN) , ma anche del centrosinistra (Pd ), parlamentari, Assessori Regionali, Presidenti della Provincia, hanno cercato pubblicamente di denigrare la mia persona, immagine,  la mia militanza in difesa del territorio, le mie inchieste giornalistiche.

A scontrarsi pubblicamente contro di me  ci sono stati in questi decenni scorsi fra gli altri  i Presidenti della Provincia di Oristano come Mario Diana (An), Gianvalerio Sanna (PP), i parlamentari/coniglieri regionali  del Pd /Pds Rossano Caddeo, Salvatore Zucca ecc

Alcuni di loro poichè carenti di motivazioni nel merito hanno provato pubblicamente a citare in negativo e schernire  la casa e il laboratorio artistico realizzati da mio padre a Su Pallosu, dove vivo.

In particolare ciò è avvenuto mentre da  “cattivo” giornalista e “estremista” ambientalista,  mi sono ritrovato sotto processo, fra le altre, nella causa civile intrapresa dalla società immobiliare Is Arenas Srl, che mi cito per danni chiedendomi, invano, 2 miliardi di vecchie lire.Causa ovviamente persa dalla stessa, come tutte quelle intentate contro di me.

In una data delle udienze di quella causa  un gruppo di persone vicine alla stessa società immobiliare, vent’anni fa,  nel 1995, per richiamare i media locali e andare sui giornali cercando di gettarmi fango, esibì davanti al Tribunale la foto della casa di Su Pallosu, spacciandola per: ” lussuosa villa abusiva

Si trattò di una vera e propria scemenza, una fake news.

Mio padre: l’insegnante elementare Gianni Atzori,

La casa e il laboratorio artistico di mio papà infatti sono stati realizzati legittimamente, con tutte le autorizzazioni edilizie. 

Nè mio padre e tanto meno io, abbiamo mai ricevuto alcuna contestazione in merito alla regolarità della realizzazione di questa casa o del laboratorio artigianale.

Queste pseudo accuse poichè destitituite da ogni fondamento e provenienti da illustri esponenti della casta politica sono per me una medaglia, un riconoscimento sulla mia militanza.

Uno dei pannelli della Casa Museo di Su Pallosu dedicata a mio papà

Di lussuoso poi non c’è nulla: si tratta di una modestissima, vecchia casa, da più di un decennio la mia prima e unica abitazione.

Casa Museo “Gianni Atzori” a Su Pallosu (natura, pesca, archeologia). (Servizio dal Tg di Sardegna 1)

Su Pallosu è il più piccolo borgo marino d’Italia, pressoché isolato, privo di esercizi commerciali, strada in pessime condizioni, scarsamente illuminata e siamo rimasti solo in tre persone a viverci tutto l’anno. 

LE AUTORIZZAZIONI PREFETTIZIE DEL 1961

 Realizzata in una borgata sul mare oltre mezzo secolo fa è di ridotte dimensioni, bassa e con piccoli ambienti.

La costruzioni degli immobili era stata inserita allora, era il 1961, dal Comune come obbligo connesso alla vendita del terreno acquistato e approvata persino dalla Prefettura e dall’Intendenza di Finanza attraverso l’allora esistente organo di controllo amministrativo denominato Giunta Provinciale Amministrativa, organo collegiale dello Stato presieduto dal Prefetto.

Mio padre dunque con l’acquisto del terreno era stato di fatto costretto-anche se oggi può sembrare paradossale- a realizzare contestualmente anche l’immobile.

Insomma la panzana della presunta “villa abusiva” è stata sempre un boomerang contro chi ha provato mldestralmente a lanciarlo.

Ma qualcosa dovevano inventarsi per tentare di screditare me, ovvero colui che in quegli anni stava riuscendo (e poi è riuscito) a far condannare il Governo Italiano per la violazione del Diritto Comunitario come è poi avvenuto, ricordiamolo, con la Sentenza della Corte di Giustizia europea,  Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491/08, scaturita grazie alla mia Petizione al Parlamento Europeo.