Piano Particolareggiato Centro Storico, la delibera di “errore materiale” non viene votata

Figurava al terzo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì 19 ottobre , ma non è stata messa in votazione.

Si trattava di: “Rettifica Errore Materiale del Piano Particolareggiato del Centro Storico e Prima e Antica Formazione: Isolato 45 UE e Isolato 17 UE”.

Dovrà tornare in aula alla prossima seduta. Lo ha deciso il consiglio comunale su richiesta del consigliere comunale di San Vero Milis e Marine che ha evidenziato l’assenza tra gli allegati citati alla proposta di delibera , quella delle specifiche schede tecnico-urbanistiche redatte dall’Ufficio Tecnico sul caso in esame.

Il Sindaco ha accolto la proposta del rinvio affinché i consiglieri possano ricevere nella propria casella di posta (come avviene per tutti i punti all’ordine del giorno della seduta) la documentazione non presente agli atti. La decisione è passata con i voti favorevoli dei gruppi di Progetto San Vero (maggioranza ) e San Vero Milis e Marine (opposizione), astenuti i due consiglieri di Impari Podeus.

La proposta di delibera non era infatti accompagnata dalle citate schede allegate.

INTERVENTO INTEGRALE

Ecco l’intervento integrale in aula del consigliere comunale di San Vero Milis e Marine Andrea Atzori.

Punto 3 ODG Errore Materiale Piano Particolareggiato Centro Storico

Intervento in aula di Andrea Atzori- San Vero Milis e Marine

Grazie Presidente.

Colleghi.
Analizzando nel dettaglio il testo della proposta di delibera, emergono tre aspetti critici principali.
Trattandosi di una materia tecnica e urbanistica il tema è delicato.
1. Il confine tra “Errore Materiale” e “Variante non esplicita”

Il punto più delicato è la qualificazione dell’atto ai sensi dell’art. 21 comma 2-bis della Legge Regionale n. 45/1989 (Legge Urbanistica Sarda). La delibera afferma che si tratta di un “mero errore di rilievo in fase di redazione del Piano” del 2012.
La rettifica di errore materiale deve limitarsi a correggere sviste evidenti (es. un refuso di battitura, un calcolo matematico errato partendo da dati grafici corretti). Nel testo si parla però di discordanze su superficie del lotto, superficie coperta, altezza e, di conseguenza, sui volumi.
Se la modifica comporta una variazione quantitativa sostanziale dei parametri urbanistici rispetto a quelli approvati nel 2012, c’è il rischio che l’atto configuri una variante urbanistica non manifesta.

Una variante vera e propria richiederebbe procedure molto più lunghe (pubblicazione, osservazioni dei cittadini, passaggi regionali). Attenzione.

Approvando la delibera come semplice rettifica, il Consiglio con il voto si sta assumendo la responsabilità di certificare che non si sta modificando la pianificazione.

2. Tempistiche

Le incongruenze sono emerse solo nel 2026 (a ben 14 anni dall’approvazione del Piano Particolareggiato del 2012), e specificamente in occasione della presentazione di due pratiche edilizie private (SUAPE) per ristrutturazione e completamento lavori.
Chiedo: l’errore è nato davvero nel 2012 (es. il cartografo dell’epoca ha sbagliato a trascrivere le misure) o le discordanze dipendono da modifiche dello stato dei luoghi avvenute successivamente al 2012.
La rettifica non può essere utilizzata per “adeguare le carte” a una situazione difforme creata nel tempo, al solo scopo di sbloccare le pratiche SUAPE n. 1026191 e n. 1034024.

Il Consiglio deve pretendere la prova che l’errore fosse originario del 2012.

3. Mancanza delle Schede Tecniche Allegate

Il testo della proposta fa continuo riferimento alle “nuove schede parametriche predisposte dall’ufficio tecnico” allegate all’atto come parte integrante, ma tali schede non sono visibili nel testo della delibera e non sono state inviate come allegato a noi consiglieri nella nostra casella di posta come per ogni punto all’odg.

Poiché come consiglieri abbiamo il diritto (e il dovere) di votare un atto pienamente consapevoli di cosa stiamo approvando, allo stato non è possibile valutare la delibera senza vedere di quanti metri quadri o metri cubi cambiano i due isolati coinvolti (Isolato 45 UE 10 e Isolato 17 UE 01).

Domande

1. «Qual è l’entità esatta, in metri cubi e metri quadri, della differenza tra le vecchie e le nuove schede parametriche?»
2. «L’ufficio tecnico ha verificato, tramite aerofotogrammetrie o titoli abilitativi dell’epoca, che lo stato dei luoghi nel 2012 era esattamente quello descritto oggi dai progettisti privati?»
3. «Esiste una relazione tecnica storica che dimostri oggettivamente l’errore del redattore del piano del 2012, escludendo che si tratti di modifiche strutturali successive?»

Se cortesemente volete dare dei chiarimenti in merito, li ascolterei ben volentieri.

In assenza di chiarimenti, a mio avviso, questa proposta non può avere un consapevole voto favorevole.

Grazie.

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