giovedì , 21 Ottobre 2021

Erosione costiera ? “serve approccio integrato” La Biologa Maria Fais interviene sui lavori in corso a Su Pallosu

Ricevo da Maria Fais

Biologa-Dottorato di ricerca in Scienza, Tecnologia e Gestione Marina -Laurea specialistica in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio-Laurea triennale in Scienze Biologiche

e volentieri pubblico.

Quello che stiamo vivendo a causa del riscaldamento globale non è sicuramente un fenomeno facile da interpretare, misurare e contenere. Quanto bisogna affrontare per limitare l’erosione costiera non è un aspetto da sottovalutare e, sicuramente, i nostri Comuni si trovano ad affrontare problematiche più grandi delle loro capacità. L’assenza di personale esperto in materia all’interno delle municipalità è un deficit che viene pagato dai nostri territori naturali (se così ancora li possiamo definire). L’antropizzazione, infatti, rende difficile immaginare un territorio privo dell’impronta umana; a maggior ragione in una zona costiera, in cui, volente o nolente, troviamo tracce dirette e indirette del nostro passaggio. Tra le azioni previste dall’Agenda 2030, le misure per combattere le conseguenze climatiche svolgono un ruolo decisivo nell’integrazione delle politiche e delle strategie atte a ridurne l’impatto. Strategie che devono basarsi su concetti attinenti all’uso sostenibile delle nostre risorse mediante approcci integrati. Pertanto, qualsiasi intervento mirato a contrastare le conseguenze climatiche e l’antropizzazione, quale per esempio l’erosione costiera, dovrebbe innanzitutto ponderare la manipolazione di quelle risorse onde evitare inevitabili conseguenze negli ecosistemi.

smart

Nel particolar caso di Su Pallosu, è evidente una mancata concezione di sostenibilità e integrità delle risorse, nonché una superficialità nella caratterizzazione delle comunità biologiche presenti nell’area. Innanzitutto, è stata fatta una valutazione empirica basata sui dati di aree prospicenti anziché un’indagine preliminare precisa e dettagliata sulla biocenosi marino-costiera di quella particolare area. In seguito, è stata data una valutazione di impatto a bassa importanza e non significativa per gli interventi in fase di realizzazione e di esercizio, rispettivamente. Un importante lavoro pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment dimostra come gli interventi lungo le coste per cercare di mitigare le azioni erosive possano avere impatti disastrosi sull’ecosistema, ivi incluse le stesse aree urbane. Da una parte, la possibilità di causare delle potenziali inondazioni nelle aree retrodunali con notevoli disagi per le comunità umane ivi presenti (De Schipper et al., 2020); dall’altra, l’inevitabile cambiamento delle comunità bentoniche (macrofauna, meiofauna e microbioma) che conducono i processi ecologici, trofici e sedimentari negli ambienti costieri (Schratzberger & Ingels, 2018). Qualsiasi intervento sulle comunità bentoniche interferirebbe con gli importanti processi ecosistemici che esse conducono, alterando la disponibilità dei servizi ecosistemici a noi utili (balneazione inclusa). Siamo quindi ben oltre da una valutazione di impatto a bassa importanza o addirittura non significativa su queste aree.

Inoltre, le spiagge risultano zone di nidificazione del Charadrius alexandrinus (fratino), un piccolo e simpatico uccello migratore che depone le uova tra le dune e per cui la LIPU da tempo chiede maggiore attenzione. Senza un’osservazione diretta sul campo non è possibile stabilire a priori se il fratino abbia nidificato nell’area di Su Pallosu prima dell’intervento dei lavori che ora la interessano e, quindi, c’è il potenziale rischio che questi nidi siano stati distrutti. È altresì impensabile che questi lavori, una volta approvati e messi in opera, vengano condotti senza una supervisione critica degli interventi che vengono effettuati nelle aree costiere, sia sotto il punto di vista della sicurezza sul lavoro che di quella ambientale.

Maria Fais, Biologa

Dottorato di ricerca in Scienza, Tecnologia e Gestione Marina

Laurea specialistica in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio

Laurea triennale in Scienze Biologiche

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