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Il turismo va a male, la giunta regionale pensa a lottizzare !

 La si può chiamare “Sindrome del Pd”, perché hanno sempre fatto così, è nel loro DNA, specie qui in Sardegna. Sto parlando del riciclaggio dei trombati, nel migliore stile della lottizzazione.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del segretario provinciale di Cagliari Francesco Lilliu: sconfitto alle elezioni di Selargius lo scorso anno, promosso capo di gabinetto dell’Assessorato regionale al Turismo l’altro giorno. Chissà cos’ha contato di più nel curriculum: l’incarico di partito, la bocciatura alle comunali o essere genero del potente presidente del Banco di Sardegna, Antonello Arru, fratello, a sua volta, dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi?

E così, mentre il turismo va male, con gli operatori che iniziano apertamente a parlare di stagione negativa, la giunta pensa a lottizzare! Poi chiediamoci perché vanno a rotoli le cose in Sardegna!

Il nostro Francesco, ben inserito all’interno delle fazioni di partito (vicinissimo all’ex deputato Marco Meloni e al consigliere regionale Gigi Ruggeri), dal 1° settembre è stato nominato capo di gabinetto dell’Assessorato regionale al Turismo, facente capo a Barbara Argiolas, che invece di pensare ai dati disastrosi del turismo pensa a collocare il povero Francesco. Chissà quante esperienze nel turismo questo giovane avvocato!

Ma Barbara Argiolas è uno dei due assessori di area Soru (di cui è, lo ricordiamo, cugina). Sarà un caso che l’altro assessore soriano sia proprio Luigi Arru, fratello di quell’Antonello che della moglie di Francesco è il papà?

“Niente di nuovo” direte voi, anche perché il meccanismo è noto e funziona così: fai parte della cerchia di quelli che contano, “is de nosus” come diciamo noi, e pensi che tutto per te sia facile. Invece gli elettori sentono la puzza di fregatura da lontano e non si fanno più mettere la saliva al naso. La mazzata arriva, ineluttabile. E così le uniche elezioni che riesci a vincere sono quelle interne al Pd, per diventare segretario provinciale.

Insomma, sempre il solito trucco delle tre carte. Ma non si rendono conto che questa volta i giochi di potere non gli serviranno per rimanere in sella alla Regione. I cittadini hanno capito l’antifona e a febbraio li manderanno a casa.

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