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#Sardegna, “Operazione Trasparenza”: #Regione nuovamente sul banco degli accusati

 Dopo i #vitalizi è il caso della mancata trasparenza degli atti. Ora se ne occuperà l’#ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione

Cosa vuole dire essere cittadini e cosa comporta?

I doveri, certo, ma anche molti diritti da rivendicare, giorno per giorno. Tra i primi, tra i doveri, io annovero anche quelli di denuncia delle scorrettezze, degli abusi, delle illegalità, delle violenze e ingiustizie. E per i diritti, ad esempio, pretendo che chi esercita il potere lo faccia nella massima trasparenza, perché è un mio diritto, un nostro diritto, avere voce in capitolo su ogni decisione assunta da chi governa la cosa pubblica. Alla Regione Sardegna è così? Non mi pare. Per questo l’altro giorno ho trasmesso un mio personale esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone (lo trovate qui: https://bit.ly/2Ryq986), competente per la vigilanza e attuazione della trasparenza nella pubblica amministrazione, in tutti gli aspetti gestionali.

I fatti da me denunciati all’ANAC riguardano la materiale impossibilità di accedere ai contenuti dei provvedimenti amministrativi e di governo del territorio adottati dall’organo di indirizzo politico e dagli uffici. Tanto per fare un piccolo esempio, solo per restare al mese scorso, alla data del mio esposto all’ANAC la Giunta regionale dopo avere adottato 139 delibere ne ha pubblicato e rese accessibili solo 50, limitando così di fatto la possibilità di accedere liberamente alle informazioni, dati e documenti e impedendo di fatto il controllo dei cittadini sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Ora basta.

La trasparenza è una cosa importante, fondamentale, irrinunciabile: Concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, ma soprattutto è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, perché integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino. E quindi: la Regione Sardegna viola Il D.Lgs. 33/2013 che prescrive che tutti i documenti, le informazioni e i dati, ivi compresi quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, siano pubblici e che chiunque abbia il diritto di conoscerli tempestivamente, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli? Io dico che il D.Lgs. 33/2013 non è pienamente osservato e rispettato, ma sarà l’Autorità Nazionale Anticorruzione a pronunciarsi dopo avere letto il mio documentato esposto.

E’ ora di fare la nostra parte, di rivendicare un ruolo attivo: non più sudditi ma cittadini. Se ognuno di noi, nel proprio piccolo, si metterà in gioco generando quell’energia positiva fatta di osservazione, verifica, denuncia e proposta, forse cadrebbe quell’opacità che avvolge spesso il governo della cosa pubblica e tutti ne avrebbero a guadagnarci.

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