Borgate Marine a un bivio. Lunedì il voto per la revoca del Piano Particolareggiato: “Nel testo il copia-e-incolla da altro Comune, serve un atto di responsabilità”

Lunedì sera, seduta a partire dalle ore 20:00, il Consiglio Comunale di San Vero Milis sarà chiamato a decidere sul futuro urbanistico ed economico del litorale.

Al centro del dibattito la mozione consiliare presentata dal consigliere comunale Andrea Atzori (lista San Vero Milis e Marine) per chiedere la revoca in autotutela della Deliberazione n. 14 del 22 aprile 2026 della passata giunta Municipale. Sotto la lente d’ingrandimento pesanti vizi di legittimità, tra cui un clamoroso errore materiale: nel testo approvato lo scorso aprile compare incredibilmente un riferimento relativo alla frazione di Montevecchio, del comune di Guspini.


SAN VERO MILIS – Un voto cruciale che impegna la coscienza politica e la responsabilità giuridica di ogni singolo consigliere. Lunedì sera le forze politiche in Consiglio Comunale dovranno esprimersi sulla mozione di revoca in autotutela dell’adozione preliminare del Piano Particolareggiato delle Borgate Marine (PPBM). Un atto necessario, secondo il firmatario Andrea Atzori, per mettere in sicurezza l’ente locale dal rischio imminente di ricorsi amministrativi e possibili risarcimenti milionari che pendono sul bilancio pubblico.

Il “pasticcio” burocratico: approvato il piano con riferimento ad un altro Comune (Guspini)

A far discutere non sono solo le stringenti scelte strategiche, ma una clamorosa svista metodologica emersa dall’analisi dettagliata delle oltre 200 pagine del Piano. A pagina 38 del Rapporto Preliminare VAS (Documento D3) si fa esplicito e testuale riferimento alle “azioni che hanno un’incidenza sull’ambiente urbano del Borgo di Montevecchio”.


“Siamo davanti a un evidente copia-e-incolla istituzionale” – dichiara il consigliere Atzori. “Il Consiglio Comunale dello scorso aprile, riunito in piena campagna elettorale, ha adottato un piano per San Vero Milis che contiene pezzi di documentazione riguardanti la frazione di Montevecchio, nel Comune di Guspini. Una superficialità inaccettabile nella revisione di atti così importanti per i nostri cittadini.”

Il nodo giuridico: violato il regime di “Prorogatio”

Il cuore della mozione poggia su un pilastro normativo insindacabile, regolato dall’articolo 38, comma 5 del TUEL e dalle norme della Regione Autonoma della Sardegna. Dal 19 marzo 2026 – data di pubblicazione sul BURAS del decreto di fissazione dei comizi elettorali firmato dalla Presidente Alessandra Todde – il Consiglio Comunale uscente si trovava in regime di prorogatio. In questo periodo pre-elettorale, l’organo consiliare perde la pienezza dei poteri e può adottare esclusivamente atti “urgenti e improrogabili”, per garantire la neutralità amministrativa e non ipotecare i programmi delle future amministrazioni.
L’art. 38, comma 5 TUEL– la “Costituzione” dei Comuni- è tassativo: “I consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili.“
La Delibera n. 14 del 22 aprile 2026 è stata assunta senza alcuna urgenza oggettiva o motivata nel testo, configurando – secondo la giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato e del TAR Sardegna – un vizio di legge insanabile ed un chiaro eccesso di potere.

Le criticità nel merito: edilizia privata ingessata e micro-vincoli

Oltre ai profili di illegittimità, la mozione evidenzia come il Piano rischi di paralizzare l’economia delle borgate. Tra le criticità sollevate:

  • Blocco dell’edilizia nei tessuti consolidati: Per aree chiave come Mandriola e Putzu Idu, la capacità volumetrica pubblica ha assorbito quella privata, congelando la possibilità di piccoli adeguamenti per i proprietari di case.
  • Il vincolo del vicino: L’introduzione di regole che obbligano chi ristruttura per secondo a conformarsi alle scelte estetiche del primo intervento edilizio sul condominio o sulle case a schiera.
  • Imposizioni draconiane e caos mobilità: L’obbligo di depavimentazione fino al 40% anche nei cortili privati e la riduzione dei parcheggi in nodi nevralgici come S’Anea Scoada e Mandriola, senza una regia pubblica per grandi hub di sosta extra-urbani.
  • L’allarme idrogeologico ignorato: La falesia di S’Anea Scoada è stata classificata a pericolosità “Molto Elevata” (Hg4) dalla variante del piano frane del dicembre 2025, ma le infrastrutture lineari poggiano proprio sul margine fragile escluso dal perimetro del piano.

Con i ricorsi possibili danni erariali al comune

L’appello ai gruppi consiliari: “Lunedì si vota per la legalità”

Il voto di lunedì sera metterà ciascun gruppo consiliare e ciascun eletto di fronte alle proprie responsabilità istituzionali e contabili.
“Cambiare idea di fronte all’evidenza dei fatti non è un segno di debolezza, ma di maturità politica” – conclude Andrea Atzori, rivolgendosi anche a chi, nella passata consiliatura, votò a favore dell’atto. “Se non ci fermiamo da soli oggi in autotutela, azzerando l’iter per ridisegnare insieme un piano partecipato e privo di errori, saranno i ricorsi degli avvocati a bloccare il Comune domani, con danni incalcolabili per il bilancio comunitario. Mi rivolgo indistintamente a tutti i gruppi consiliari, maggioranza (Progetto San Vero) e opposizione (Impari Podeus). Lunedì c’è un solo voto possibile per fare gli interessi della nostra comunità: un voto favorevole alla legalità e alla trasparenza.“

Scarica il testo integrale in formato .pdf la Mozione sulla Revoca del Piano Particolareggiato delle Borgate presentata di San Vero Milis e Marine, all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale di Lunedì

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