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Sardegna, la tragedia della memoria corta che si ripete

Due cose vanno ricordate agli smemorati di turno che pontificano sui media, rivendicando fantomatici meriti.

Una sola domanda gli va rivolta: dove eravate, in Sardegna, negli ultimi 30 anni?

Giusto per non fare torto alla mia memoria e intelligenza, vi dico però dove stavo io.

Stavo, fin dalla prima metà degli anni 80, in quella ristretta pattuglia di visionari che con disprezzo etichettavate come ambientalisti, fanatici, sfigati e, nella migliore delle ipotesi, cassandre. Stavo e stavamo tra i pochi che si battevano per un progetto di sostenibilità ambientale e tutela del territorio, un Piano straordinario di recupero e manutenzione del Paese che avrebbe assicurato 2 milioni di posti di lavoro. E vi mettevamo in allarme per i primi segnali di cambiamento climatico che venivano registrati, per non dire dell’incalzante dissesto idrogeologico del territorio. Non ci avete dato ascolto, anzi, ci avete irriso pensando così di demonizzare la tempesta che pure si preannunciava all’orizzonte. Avete speso e sparso, inutilmente, colossali risorse economiche in clientele, progetti fallimentari e chimere: ora arriva il conto. Ed è salato.

Avete visto, oggi, che fine ha fatto l’inceneritore rifiuti del Tecnocasic che serve circa un quinto della popolazione sarda, stupidamente voluto e ubicato in una piana alluvionale? Sommerso e bloccato. Provate ad immaginare le conseguenze di questo blocco. Ci riuscite? Vi ricordate, quindi, le nostre battaglie e contrarietà su questa struttura? No, vero?

Eravate lì, al timone di comando della Regione, delle Province e dei Comuni, a programmare e autorizzare la cementificazione dell’isola, fino alle più immediate prossimità dei corsi d’acqua. Quanti piani di prevenzione giacciono nei cassetti, quanti interventi sbagliati avete consentito? Mentre si conta la prima vittima dell’alluvione di ieri, quando si continua ad accorrere a disastro avvenuto per cercare di metterci una “pezza” e salvarsi così dalla vergogna, già vi vedo, rassegnati, a propalare la tesi del destino ineludibile, cinico e baro. Facile oggi dipingersi per quello che non siete mai stati, con la vostra miopia e, permettetemi, scelleratezza. Che credibilità potete vantare e rivendicare quando vi mettete davanti ad una telecamera per promettere altri investimenti e propugnare ricette salvifiche?

p.s. Le mie personali e sentite condoglianze alla famiglia della giovane donna scomparsa ieri e alla comunità tutta di Assemini colpita da questo lutto.

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