L’ex Assessore, “piattole, zebedei” (e altre castronerie)

E’ Stato Assessore di questo comune dal 2010 al 2015, oggi è un dichiarato hater della nostra lista San Vero Milis e Marine (odiatore sulla rete).

Tra tante corbellerie, trascinato da una foga non spiegabile, neppure fossimo ancora in campagna elettorale, è arrivato ad esprimersi con un’ analogia poco rispettosa, anche nei confronti della parte politica che afferma di sostenere.

Questo il suo pubblico commento su facebook.

Commento dalla Pagina Facebook Sei di San Vero se… a Link su Mozione di San Vero Milis e Marine su Hotel Su Pallosu postato da Marco Enna il 29 giugno

LA REPLICA

AGENDE E TEMPI

1)Non dettiamo agende e tempi a nessuno, ma esercitiamo un diritto.

Ogni consigliere comunale ha diritto di presentare interrogazioni in base dall’art. 43, comma 3 del Testo Unico degli Enti Locali (d.lgs. n. 267/2000). Tale norma riconosce ai consiglieri la facoltà di presentare interrogazioni e ogni altra istanza di sindacato ispettivo.

PROGRAMMA

2) Se lo “spessore (del programma di maggioranza) era tutt’altro” perché agitarsi in maniera sguaiata ?

VOTI E MINORANZA IN CONSIGLIO

3)La Minoranza per essere tale, ovvero rappresentata in consiglio, per definizione ha i voti richiesti dalle norme elettorali, se no non potrebbe neppure essere rappresentata in consiglio comunale .

CAPOGRUPPO NON HA BISOGNO DI “GARANZIE”

4)

Affermare che le le libere determinazioni di un gruppo possano essere ” garantite” da un gruppo avversario è semplicemente una baggianata. Inoltre, quando un unico eletto in Consiglio rappresenta un intero gruppo da solo-come nel nostro caso- la scelta di capogruppo è automatica.

La nomina di un capogruppo-la regola vale per tutti- può essere esclusivamente ratificata in quanto atto dovuto.

E’ una decisione insindacabile da terzi e non ha bisogno del consenso/voto di altri gruppi.

VISIBILITA’

5)Non abbiamo bisogno di alcuna visibilità: siamo da tempo ben visibili e presenti su tutto il territorio comunale. Rappresentiamo il 7% dell’elettorato dell’intero comune, il 17% dell’elettorato nelle Marine e siamo da tempo per numero di follower, la prima forza politica locale su tutti i social. Al contrario, questo appare essere un commento di chi cerca oggi lui una visibilità, per un passato forse non del tutto indimenticabile.

“SPARARE “INTERROGAZIONI

6)Le interrogazioni non si “sparano”, ma si presentano o depositano. Verbo improprio.

PIATTOLE E ZEBEDEI

7)Analogia Piattole e zebedei/ utilità Interrogazioni Consiliari.

Le piattole (pidocchi del pube)-come è noto- sono piccoli parassiti che infestano i peli pubici. Poiché vivono e si aggrappano all’area genitale, causano un intenso prurito proprio nella zona comunemente definita con l’eufemismo popolarezebedei” ( testicoli).

Utilizzando in maniera improvvida questa azzardata analogia, scivola nello squallido autogol, di identificare sia l’utilità dei nostri legittimi atti ispettivi nelle “piattole (pidocchi)”, ma anche i destinatari delle stesse ( il Sindaco e la giunta) con l’eufemismo popolare di “zebei” (testicoli).

Oggettivamente è un commento volgare, che non solo (s)qualifica l’autore, ma trascina con sè-in assenza di dissociazione- un’intera parte politica.

Abbiamo avuto e abbiamo il massimo rispetto per chi ricopre incarichi pubblici, in primis per il Sindaco in carica, verso il quale nutriamo stima e rispetto, pur nella legittima diversità di opinioni e programmi.

Per questo sarebbe auspicabile ci fosse una netta dissociazione pubblica di questa maggioranza da questa inqualificabile dichiarazione proveniente da un ex amministratore.

Ne gioverebbe la stessa maggioranza e consentirebbe di riportare il confronto politico sui binari di rispetto e civiltà.

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