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Il singolare edificio campestre di Narbolia: abbandonato e misterioso…

Quando questa mattina la mia compagna Irina mi ha proposto di fare una passeggiata per visitare in una vecchia chiesa campestre non pensavo certo d’imbattermi in un monumento che potesse avere così tanti motivi d’interesse e pure un certo alone di mistero.

Non lo conoscevo, non l’avevo mai visitato e non avevo mai letto nulla in proposito.

Pur come spesso accade in Sardegna sulla strada nessun cartello indicatorio a segnalarla, ma grazie anche alla precisa segnalazione di google maps non è stato per nulla difficile arrivarci.

Si trova infatti in agro del territorio del comune di Narbolia, non distante dal paese, Cuccuru de S’Eremita e poi capirete anche perchè si chiama così.

Carta Archeologica da una pubblicazione del Soprintendente Alessandro Usai

LA RICERCA PRIMA DELLA VISITA

Prima di recarci abbiamo letto le scarne segnalazioni di quello che è ormai un sito cult per i monumenti abbandonati, ovvero Sardegna abbandonata

La chiesetta “de S’Eremita Matteu” risale presumibilmente al Duecento e ha subito rimaneggiamenti a partire dal XVIII secolo. Costruita in materiali basaltici e calcarei sull’omonimo cucuzzolo è costituita da un unico vano con annessa una cella-cubicolo. Fu per lungo tempo meta dei monaci Benedettini -secondo la tradizione dei Romitori, ovvero quei luoghi isolati nei quali i monaci si recavano periodicamente a pregare e studiare-, e che furono in seguito sostituiti da eremiti “volontari”, non appartenenti cioè ad ordini ecclesiastici. L’ultimo religioso che vi abitò fu s’Arimita “Hermanu Matteu” (con tutta probabilità eseguì lui i rimaneggiamenti tardo settecenteschi della chiesetta): il vero nome era Vincenzo Matteo Cadoni ed era un eremita volontario, non appartenente ad alcun Ordine Regolare. Visse fino al 1829 e alla sua morte fu sepolto nella chiesa di S. Reparata. La chiesetta attualmente abbandonata, si trova ancora in discreto stato di conservazione. https://www.sardegnaabbandonata.it/chiesetta-de-seremita-matteu/

Quasi analoghe le informazioni riportate dal sito http://www.sarchittu.org/Luoghi/Eremita.php

Forse del Duecento, utilizzata a lungo dai Benedettini, ma poi a fine ‘700 da Vincenzo Matteo Cadoni, eremita, chiamato Hermanu Matteu. Pare che l’eremita Matteo ci abbia vissuto fino al 1829, anno della sua morte.

Tanto per noi bastava per andare questa mattina un po’ all’avventura a cercare questa “chiesetta”.

Andare sul posto e la visita al nostro obiettivo non ci ha deluso, ma anzi ha accresciuto la nostra curiosità di questo monumento.

Diversi gli spunti e le domande senza risposta.

Inteno.

Dopo la nostra visita abbiamo cercato di saperne di più e qualche altra notizia l’abbiamo trovata.

LA TESI DELL’ARCHEOLOGO MAISOLA

Ad aiutarci con una citazione è Giuseppe Maisola, oggi archeologo, che da Dottorando scrisse la sua tesi-scaricabile on line “RICERCHE DI ARCHEOLOGIA DEI PAESAGGI NELL’ALTO ORISTANESE dove a sua volta cita “ il primo volume del Dizionario geografico – storico – statistico – commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, compilato dal sacerdote Goffredo Casalis (Saluzzo 1781 – Torino 1856): ”Scoprivansi questo dall’eremita fra Matteo nel 1794, e conteneva qualche moneta romana, e cinque figurine di terra cotta che appartenevano all’antica superstizione. “ con riferimento ad uno dei nuraghi di Narbolia, Tunis.

Insomma, questo eremita che viveva lì aveva pure la passione per l’archeologia.

LE IPOTESI DEL BLOG MAIMONI

Ma come spesso accade nell’ultimo decennio non c’è solo l’archeologia ufficiale e tanti appassionati e ricercatori indipendenti dicono la loro.E tra questi ho trovato numerosi post del sito Maimoni Blogspot con alcuni post a firma di Sandro Angei, Stefano Sanna e Gigi Sanna

http://maimoniblog.blogspot.com/2017/02/seremita-matteu.html

https://maimoniblog.blogspot.com/2017/04/tempietto-di-seremita-matteu-rfvirdi.html

Per loro non ci sono dubbi: Edificio templare tardo nuragico, tre figure femminili sul frontone e diverse scritte.

Ma non è tutto.Ho trovato pure un altro sito che cita l’eremita Matteo e dunque anche se indirettamente l’edificio di cui parliamo.

In alto a sinistra, al centro e a destra tre figure femminili o capovolti

DAL BLOG IS ARRIORESUS , UNA NOTA DI COLORE

Un pezzo del compianto prof.Giuseppe Mocci racconta una storia singolare e anche divertente di un bandito che si rifugiò proprio nel luogo di cui parliamo.Da qui venne prelevato e portato in carro ai carabinieri di Cabras per essere arrestato, solo per essere stato un pò troppo, diciamo così, spavaldo, con una donna di Riola.

http://is-arrioresus.blogspot.com/2011/09/contusu-de-arriora-il-fidanzato-geloso.html

CONCLUSIONI

Non ho la preparazione o la competenza per poter affermare cosa sia stato o che quanto sopra detto possa essere esatto o meno qualsiasi ipotesi su questo edificio.

La chiesetta o tempietto c’è; riveste senza dubbio un particolare interesse, come è certo che qualunque cosa sia, meriterebbe di essere studiata e salvata. So che sicuramente ha senza dubbio un valore storico. Questo dovrebbe bastare per salvare l’edificio campestre dell’eremita Matteo di Narbolia

Non si può abbandonare così, perchè qualunque cosa sia stato rappresenta è un pezzo della nostra storia.

Un intervento conservativo, restaurativo, merita; è doveroso.

Vista dall’interno

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