domenica , 25 Settembre 2022
Andrea Atzori, 3 agosto 2014, manifestazione per la riapertura del lungomare di Putzu Idu

Regionali Sardegna. Oristano: sudditi o cittadini?

Andrea Atzori, 3 agosto 2014, manifestazione per la riapertura del lungomare di Putzu Idu (Oristano)

A dare un primissimo sguardo ai candidati di queste #regionali2019, una marea di amministratori in carica e uscenti, qualcuno perfino con condanne e vicende penali in corso, tantissimi riciclati in corsa con la destra partendo da sinistra e viceversa.

Che cosa hanno fatto questi signori nei loro rispettivi ruoli e negli ultimi anni? Che cosa hanno capito così bene nelle loro comunità da decidere di interrompere il loro mandato per ambire a quello regionale? Non lo sappiamo.

La lista è lunga: dai consiglieri comunali di cui non sono quasi mai pervenute notizie e che non hanno presentato un solo atto consiliare, ai sindaci che pensano di avere raggiunto gli obiettivi prefissati in campagna elettorale per i loro comuni e che quindi sono pronti per la regione, senza avere chiesto ai loro cittadini cosa ne pensassero, consiglieri regionali a cui evidentemente dobbiamo tutto lo sviluppo che dovremmo vedere e che, invece, ingrati, non vediamo proprio.

Quelli che adesso si ripresentano, o molti di loro, sono i diretti responsabili dello sfacelo in cui riversa la nostra terra, e nello specifico la provincia di Oristano, l’unica provincia in Sardegna a non essere mai cresciuta dal 1974, anno in cui fu costituita provincia. L’unica, che da centro e cuore del Mediterraneo si è vista scippare centralità e ricchezza dai soliti. Che ci riprovano anche questa volta.

Ricordatevelo bene, quando andrete a votare.
Ricordatevi di chi, con piccole e grandi legislature alle spalle, ci ha portato a questa miseria.

E ricordatevi di chi ha contribuito alla tutela e allo sviluppo di questo territorio, di chi ci ha sempre messo la faccia, di chi ha fatto politica rinunciando alla propria sicurezza e tranquillità e rimettendoci di tasca propria, per mettersi, in favore di tutti, contro grandi gruppi politici ed economici.
Ricordate che io sono sempre stato qui a Oristano con la passione dell’attivista che vuole cambiare le cose.
Insieme a voi. Perchè insieme possiamo scegliere di diventare cittadini e non più sudditi.

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