Torniamo a “Su Bandidori” ?

A proposito della necessità e dovere, di comunicazione tempestiva tra amministratori e cittadini, (ammessa anche dalla nuova maggioranza, che su questo ha ieri fatto pubblica apprezzabile autocritica) ieri qualcuno (di quelli che comunque non vogliono darti a ragione a prescindere, per partito preso) ci ha sollevato un’obiezione.

” E ma chi non usa i social o la rete come fai ad avvisarlo di una emergenza o per una comunicazione urgente?”.
Premesso che su social network, internet e uffici stampa, tutte le amministrazioni locali da tempo stanno investendo (ed è bene che lo faccia anche la nostra in primis per migliorare la diretta streaming video-audio del consiglio comunale, da tempo inguardabile) e che questi rimangono primari servizi di comunicazione, nelle piccole comunità, anche che se si tratta comunque di una fetta ormai piccola di popolazione, anziani, è comunque lontana da instagram/facebook/tiktok, ma oggettivamente c’è e andrebbe tutelata. Come ?
Non ci dobbiamo inventare nulla: la risposta a questa obiezione è nella nostra tradizione e nella nostra storia. Fattibile, concreta e forse riproponibile (forse a costo zero o quasi) ancora oggi nelle nostre piccole comunità.

CHI ERA SU BANDIDORI ?
“Su bandidori” (o su banditore) identifica l’antica figura professionale del banditore pubblico nei paesi della Sardegna.

Il ruolo: Su bandidori era di fatto il “social network di una volta” nelle comunità locali.
Girava a piedi o a cavallo per le vie del paese per annunciare ordinanze del sindaco, notizie pubbliche, smarrimenti di bestiame o l’arrivo di merci fresche in piazza.

Un mestiere, una vera e propria figura istituzionale, che aveva il compito di comunicare a voce le notizie di interesse pubblico. Prima dell’avvento dei mass media e di internet, questa persona rappresentava il vero e proprio “giornale parlato” del paese.Il ruolo e le funzioni Il banditore svolgeva un ruolo indispensabile per la vita quotidiana dei cittadini, occupandosi di diffondere:

Ordinanze comunali: avvisi di sanità, scadenze di tasse, o nuove regole del sindaco.

Comunicazioni di servizio: interruzioni dell’erogazione dell’acqua/corrente elettrica o bandi di lavoro.

Annunci commerciali: la vendita di merci fresche (es. carne, pesce, frutta appena arrivata) o lo smarrimento di bestiame e oggetti.

Eventi comunitari: feste patronali, processioni religiose o assemblee pubbliche.

Come avveniva il bando
Il metodo: Per catturare l’attenzione degli abitanti, su bandidori si spostava a piedi o a cavallo fermandosi negli angoli strategici e nelle piazze principali del paese. Il rituale seguiva fasi precise:

Il richiamo: suonava uno strumento musicale, tipicamente una trombetta d’ottone, un tamburo o un corno.L’incipit: gridava formule fisse per chiedere silenzio, come il classico “A nòmini de s’Amministratzioni…” (In nome dell’Amministrazione…) o “Si fait a ischire a su bividori…” (Si fa sapere alla popolazione…).Il messaggio: leggeva o recitava ad alta voce il testo del bando in sardo, modulando il tono per farsi sentire anche dentro le case.

CHI POTREBBE FARLO OGGI ?

Nel caso si decidesse di intraprendere o di tornare a questa “via”(perchè no?) tutte le ipotesi sono da prendere in considerazione, possibilmente a costo zero (o quasi per la PA) conoscendo i limiti di spesa.

Giovani del Servizio Civile, la Compagnia Barracellare possono essere due di queste ipotesi. Ma ogni idea per chi potrebbe svolgere questo “servizio di comunicazione” integrativo è benvenuta.

L’ULTIMO BANDIDORI DI SAN VERO MILIS: FLAVIANO

A San Vero Milis fino agli anni 2000 è stato in servizio Su Bandidori.

Era Flaviano Atzori, che in sella al suo motorino con il megafono in mano, dava il bando per le vie del paese.


Ogni problema, anche per la comunicazione, se c’è una vera volontà politica, si risolve.


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