A nostro avviso si possono e si debbono portare avanti una serie di proposte concrete, mirate a risolvere le ben note criticità di una rete idrica “colabrodo”, che lo ricordiamo è e deve continuare ad essere-a nostro avviso- di gestione diretta comunale.
Già il nostro programma amministrativo, presentato contestualmente alla nostra lista, conteneva una serie di indicazioni chiare in proposito.
IL NOSTRO CONTRIBUTO PROPOSITIVO
Ma proviamo, anche attraverso lo staff di candidati ed esperti in materia della nostra lista, a dare il nostro piccolo contributo propositivo, entrando qui nel dettaglio, mettendolo alla riflessione e attenzione di tutti.

Premessa
San Vero Milis -lo evidenziamo ancora una volta-gestisce direttamente il servizio idrico: non è Abbanoa il gestore della rete comunale.
La gestione autonoma è stata riconosciuta da EGAS nel 2022. L’EGAS (Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna) è l’ente regolatore del Servizio Idrico Integrato (SII) su tutto il territorio regionale della Sardegna. Istituito con la Legge Regionale n. 4 del 4 febbraio 2015, è un ente pubblico partecipato dalla Regione Autonoma della Sardegna e da tutti i Comuni dell’isola.

Centro abitato e borgate marine hanno due sistemi idrici indipendenti.
Intanto per poter capire perchè c’è una perdita (ormai ogni settimana e anche 4 in contemporanea tra paese e marine come in questi giorni) da riparare occorre conoscere la realtà, la situazione esistente e capirne le criticità.
Sistema esistente – Criticità principale
Il Centro abitato è approvvigionato dalla Sorgente di Santulussurgeddu, circa 6 km dal paese, più pozzi di supporto.
Minore disponibilità della sorgente e vecchia condotta di adduzione con numerose perdite.
Borgate marine
Tre pozzi a S’Aneighedda, pompaggio verso Capo Mannu e distribuzione a caduta.
Gli Impianti sono del 1982-1985, sabbia, pompe e strumenti vulnerabili, collegamenti dei pozzi che perdono.
Distribuzione
73,31 km complessivi; ricerca programmata su 15 km l’anno
Un giro completo di controllo richiede quasi cinque anni
Pressione marine
Circa 5 atmosfere dal serbatoio di Capo Mannu
Non è necessariamente irregolare, ma può aumentare perdite e rotture nelle condotte più deboli.
Nel 2025 il Comune dichiarava che la portata della sorgente, normalmente pari a circa 6 litri al secondo, si era dimezzata.
Alla siccità si aggiungevano le perdite della vecchia condotta principale.
Venivano annunciati la sostituzione di circa 3 km di adduzione con un finanziamento EGAS da 140.000 euro, l’attivazione di due pozzi e lo studio di una nuova captazione.
Sulla costa, il 3 agosto 2026, l’acqua è mancata per circa 15 ore: sabbia accumulata nella vasca aveva reso inutilizzabile il misuratore di portata, provocando il blocco del rilancio verso Capo Mannu.
L’amministrazione riferiva inoltre perdite rilevanti nei collegamenti dei pozzi 2 e 3.
A Mandriola è stata avviata la sostituzione della condotta di via S’Arrodelli perché strutturalmente compromessa e soggetta a continue rotture.
DATI MANCANTI UTILI
Manca un bilancio idrico pubblico aggiornato che dica:
quanta acqua viene immessa separatamente nel centro e nelle marine;
quanta raggiunge i serbatoi;
quanta viene fatturata;
quali siano le perdite percentuali e lineari ARERA , Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, indicatori M1a e M1b;
(Gli indicatori M1 e M2 sono macro-parametri definiti dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) per misurare e regolare la qualità tecnica del servizio idrico integrato in Italia.M1 – Perdite idriche: Misura l’efficienza della rete di acquedotto e il contenimento delle dispersioni. Si divide in due sotto-indicatori:M1a: Perdite lineari (volume di acqua disperso per chilometro di rete in un anno).M1b: Perdite percentuali (rapporto percentuale tra il volume dell’acqua dispersa e il volume totale immesso in rete).M2 – Interruzioni del servizio: Misura la continuità e la regolarità della fornitura idropotabile agli utenti. Prende in considerazione la durata e la frequenza delle sospensioni (sia programmate sia accidentali/di emergenza) e i tempi di attivazione dei servizi sostitutivi.)
dove e con quali risultati siano stati controllati i 15 km annui promessi dalla Carta del Servizio Idrico Integrato.
Quindi non sarebbe serio affermare che la rete perde, ad esempio, il 40% o il 60%.
Sappiamo che le perdite sono ricorrenti, ma manca la loro contabilizzazione.
ARERA aveva già inserito San Vero Milis tra i gestori per i quali mancavano i dati dell’anno base 2020-2021; è un dato storico, non la prova della situazione attuale, ma mostra che il problema informativo viene da lontano.

La soluzione che proponiamo:
- Nei primi 90 giorni: misurare e mettere in sicurezza.
Installare o verificare misuratori principali su ogni sorgente, pozzo, ingresso e uscita dei serbatoi.
Dividere le due reti in piccoli distretti misurati: zone isolabili nelle quali confrontare portata diurna e notturna.
Registrare pressione e portata 24 ore su 24; eseguire ricerca acustica, correlazione e prove di chiusura notturna.
Realizzare una cartografia GIS con materiale, diametro, età e rotture degli ultimi cinque anni.
A S’Aneighedda installare separazione e filtrazione della sabbia, doppio misuratore di portata, pompe in configurazione servizio-riserva, teleallarme e alimentazione elettrica di emergenza.
Verificare le cinque atmosfere nelle diverse borgate e installare valvole di riduzione dove la pressione può essere abbassata senza compromettere il servizio.
È esattamente l’approccio indicato anche dal MIT (Ministero Infrastrutture): prima distrettualizzazione, controllo delle pressioni e ricerca attiva, poi scelta delle condotte da sostituire. - Entro 6-18 mesi: sostituzione selettiva della rete
Non proponiamo di rifare indiscriminatamente tutti i 73 km.
Ma, di:
Sostituire per primi:
-tratti con più rotture per chilometro;
-condotte con perdite notturne elevate;
-collegamenti dei pozzi e adduzioni principali;
-settori sottoposti alle pressioni maggiori;
-allacci, saracinesche e giunti vecchi insieme alla condotta principale.
Per i primi tre anni proponiamo una quota minima di rinnovo di circa 2-3 km l’anno, scelta sulla base del rischio, anziché continuare con riparazioni puntuali della stessa tubazione.
Ogni nuovo pozzo dovrà essere accompagnato da controlli idrogeologici, microbiologici, di cloruri e salinità: nelle zone costiere l’aumento dei prelievi può aggravare l’intrusione salina. - Soluzione strutturale per le marine
Va accelerato lo “Schema n. 31 Tirso – condotta di alimentazione delle zone costiere del Sinis”. L’intervento ha un quadro economico ufficiale di circa 27,13 milioni di euro; il programma aggiornato nel luglio 2026 indica Abbanoa come soggetto attuatore per la componente da 16,8 milioni. La programmazione regionale colloca l’esecuzione indicativamente fra il secondo semestre 2026 e il 2029.
Questa condotta non sostituirebbe la riparazione della rete, ma offrirebbe alle marine una seconda fonte di approvvigionamento, riducendo la dipendenza esclusiva dai pozzi di S’Aneighedda.
Occorre chiedere subito a EGAS e Abbanoa quale sarà il punto di consegna e come potrà essere collegato al serbatoio di Capo Mannu mantenendo, la distribuzione comunale.
Verifiche urgenti sui finanziamenti
Il finanziamento EGAS da 140.000 euro risultava ancora tra i debiti verso il Comune al 31 dicembre 2025. Questo non dimostra che i lavori non siano partiti, ma rende necessario conoscere pagamento, contratto, SAL(Stato Avanzamento Lavori) e metri effettivamente sostituiti.
Nel programma comunale 2024-2026 compariva inoltre un intervento da un milione di euro per i depositi di via Montanaru, S’Aneighedda-Benetudi e Capo Mannu, CUP I47H22000490001.
Non abbiamo trovato un aggiornamento pubblico chiaro sulla sua esecuzione: anche questo stato va formalmente verificato.
In sintesi:
La sequenza corretta a nostro avviso è:
-misurare ogni metro cubo;
-distrettualizzare e controllare le pressioni;
-rendere S’Aneighedda resistente a sabbia e guasti singoli;
sostituire sistematicamente i tratti peggiori;
-realizzare l’interconnessione del Sinis come fonte di riserva;
-pubblicare ogni mese perdite, rotture, interruzioni e avanzamento dei lavori.
Un obiettivo ragionevole sarebbe ridurre entro dodici mesi del 20% le perdite reali rispetto alla base misurata e del 30% rotture e ore d’interruzione nei settori prioritari. La gestione autonoma può funzionare, ma deve diventare una vera gestione industriale della rete, non una manutenzione quasi esclusivamente emergenziale.
LISTA CIVICA-San Vero Milis e Marine: L’Opposizione coerente, responsabile, costruttiva.
31 Agosto 2026
Andrea Atzori: Consigliere Comunale San Vero Milis e Marine