La TARI (Tassa sui Rifiuti) è il tributo comunale in Italia destinato a finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Su richiesta ripubblichiamo la doppia tabella per Utenze Domestiche e Non Domestiche, con le cifre di tutte le tariffe 2026 approvate dalla maggioranza, con il solo voto contrario di San Vero Milis e Marine.

UTENZE NON DOMESTICHE

LE RAGIONI DEL NOSTRO NO
Intervento su PUNTO 2 Tariffe TARI
Presidente/Sindaco/Colleghi
Parto subito con una
Incongruenza e Sovrapposizione delle Scadenze di Pagamento
L’anomalia a pag. 5 della proposta di delibera:
Le scadenze proposte per le rate presentano un evidente errore di sovrapposizione temporale e logica:a. 30.11.2026 (prima rata di acconto)b. 31.12.2026 (seconda rata di acconto)c. 31.01.2027 (terza rata di acconto)d. 30.11.2026 (quarta rata di conguaglio e rata unica)
L’osservazione: La quarta rata (conguaglio) e la rata unica sono fissate al 30 novembre 2026, ovvero lo stesso identico giorno della prima rata di acconto e prima delle scadenze della seconda e della terza rata. Questo errore materiale rende il calendario dei pagamenti inapplicabile e genera totale confusione per i contribuenti. Chiedo una correzione immediata del testo del deliberato.
Ma passiamo alle tabelle che ci sono state fornite e che sono parte integrante della delibera che stiamo votando.

UTENZE DOMESTICHE (due criticità)
1. Iniquità e squilibrio della quota variabile
Il problema: La quota variabile balza da € 63,60 per un componente a ben € 148,42 per due componenti, con un incremento superiore al 133%.
L’argomentazione: Due persone in una casa non producono automaticamente più del doppio dei rifiuti di un singolo. Questa struttura penalizza ingiustamente i nuclei familiari di due persone (spesso coppie di anziani o giovani coppie) rispetto ai single.
2. Mancanza di progressività per i nuclei numerosi
Il problema: Il passaggio da 3 componenti (€ 190,82) a 4 componenti (€ 233,23) fino a 5 componenti (€ 307,44) mostra una progressione lineare molto pesante.
L’argomentazione: La tariffa non tutela la natalità né le famiglie numerose. Il Comune dovrebbe applicare coefficienti di abbattimento sociali sulla quota variabile per le famiglie con più di 3 figli, mentre qui l’incremento di costo è costante e punitivo.
3. Mancata adozione della Tariffa Puntuale
Il problema: La tabella si basa ancora su coefficienti presuntivi (KA e KB) legati al numero di componenti e ai metri quadri.
L’argomentazione: L’amministrazione è in ritardo sulla transizione verso la “tariffa puntuale” (paghi solo per quello che produci). Continuare a tassare i cittadini sulla base di presunzioni matematiche standard non stimola la reale riduzione dei rifiuti a monte.
4. Tariffe AIRE Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – ingiustificate per non residenti
Il problema: Per i residenti AIRE (due componenti) è prevista una tariffa fissa di € 0,13 e variabile di € 49,46.L’argomentazione: Pur essendo un’agevolazione rispetto ai residenti ordinari, occorre chiarire l’impatto di queste utenze sulle seconde case. Spesso queste abitazioni restano vuote per 10-11 mesi all’anno, e la quota fissa così bassa rischia di non coprire i costi fissi reali del servizio di rete, che vengono così scaricati sui residenti permanenti.
UTENZE NON DOMESTICHE
Ecco le osservazioni più efficaci divise per tipologia:
1. Errori e anomalie di calcolo (Istruttoria Tecnica)Il paradosso di “Ortofrutta, pescherie, fiori e piante” (Cat. 2.20):L’errore: A questa categoria viene applicato un coefficiente di produzione variabile pari a 3,00, che genera una tariffa variabile di 1,735782 €/mq.
L’osservazione: Storicamente e secondo il DPR 158/1999, l’ortofrutta e le pescherie sono tra i più alti produttori di rifiuti organici e umidi.
In questa tabella, invece, pagano meno dei “Negozi di abbigliamento” (Cat. 2.10 di 8,24 e tariffa 4,76 €/mq) e persino meno delle “Banche e studi professionali” (Cat. 2.9, 3,90 e tariffa 2,25 €/mq).
Questa evidente inversione dei coefficienti rischia di viziare la legittimità della delibera per irrazionalità e difetto di istruttoria.
Discordanza sulle tariffe a parità di coefficienti (Cat. 2.9):
L’errore: Guarda le due righe dedicate alla Categoria 2.9 (“Banche e studi”).
“Ambulatori medici”
Ho il dubbio che ci sia un errore nella formula matematica del foglio di calcolo dell’ufficio.
2. Scelte politiche e impatto sulle attività locali (Critica Politica)
Mazzata sproporzionata su Ristoranti e Bar (Cat. 2.16 e 2.17):
I dati: I ristoranti/pizzerie pagano una tariffa totale (fissa + variabile) di ben 23,85 €/mq (6,93 + 16,91). I bar e le pasticcerie pagano 18,85 €/mq (5,48 + 13,36).
Si tratta di una tassazione punitiva per il tessuto economico locale, specialmente per un comune a vocazione turistica come San Vero Milis (che include le borgate marine). Un ristorante di soli 100 mq si troverà a pagare quasi 2.400 euro di TARI.
Il trattamento di favore per i Campeggi e Stabilimenti Balneari (quasi non abbiamo, ma poiché inseriti in tabella dobbiamo ipoteticamente tenerne conto): I dati: I campeggi (Cat. 2.2) pagano in totale 2,76 €/mq e gli stabilimenti balneari (Cat. 2.3) 4,18 €/mq.
Sebbene queste attività abbiano ampie superfici scoperte, la produzione di rifiuto concentrata nei mesi estivi è massiccia.
Per queste ragioni il nostro voto è contrario.
Andrea Atzori: Consigliere Comunale San Vero Milis e Marine