No a TARI e PEF rifiuti, Si al servizio salvamento a Mare

Dal Consiglio Comunale di San Vero Milis del 30 luglio.

La maggioranza ha approvato i primi due punti all’ordine del giorno: PEF Rifiuti quadriennio 2026/29 e Tariffe TARI 2026, con il voto contrario di San Vero Milis e Marine. Il terzo punto una variazione al Bilancio per il Servizio di Salvamento a mare è stato approvato anche con il nostro favorevole.

Qui di seguito i tre nostri interventi in aula che hanno motivato la nostra posizione.

Intervento su Primo Punto ODG
relazione di Accompagnamento ARERA-spieghiamo a chi ci ascolta da casa-
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (parliamo di rifiuti: MTR metodo tariffario rifiuti per quadriennio)
(analisi allegato 2 di 25 pagine fornito dagli uffici che accompagna la proposta di questa delibera)

Occorre una Premessa Politica:

La Sardegna non ha ancora istituito l’Ente di governo dell’ambito unitario.
EGATO -altro acronimo-Inesistente:
Responsabilità Scaricata: Il Comune deve fare da Ente Territorialmente Competente (ETC) in via residuale.

Costi di Supporto: Per fare questo lavoro tecnico abbiamo dovuto pagare un “soggetto esterno specializzato”.

Danno Economico: L’inefficienza della Regione Sardegna si traduce in fardelli amministrativi ed economici per il nostro bilancio comunale.

Cosa dice questa relazione?

Allarme Tecnico: Fallimento sul Riciclo Dato Grave:
L’efficacia dell’attività di preparazione per il riutilizzo e riciclo è pari a 0,00 per tutti gli anni.

Valutazione Negativa: La relazione stessa definisce questo risultato come “non soddisfacente”.

Soglia Mancata: Siamo lontanissimi dal livello minimo di 0,85 fissato da ARERA.

Contraddizione: Raggiungiamo il 75% di raccolta differenziata “fittizia”, ma non avviamo a riciclo reale i rifiuti del circuito CONAI/COREPLA.
Consorzio Nazionale Imballaggi-Consorzio recupero imballaggi plastiche

Pessima Qualità: La relazione parla ottimisticamente di “buona qualità ambientale” a pagina 11, ma i numeri dicono il contrario.
Analisi Finanziaria: Esplosione dei Costi Lordi Aumento Shock:
Nel 2026 i costi grezzi schizzano a € 790.268 rispetto ai € 597.056 del 2025.
Incremento Reale: Si tratta di un aumento teorico del 32% in un solo anno.

In mezzo a tanti dati complessi abbiamo un
Debito Occulto: chiamato Il “Delta” non riconosciuto che nel 2026 è di € 152.612.

ATTENZIONE: Questi soldi (oltre € 425.000 totali nel quadriennio) sono un debito che i cittadini pagheranno nei prossimi anni.

I costi operativi aumentano nel Piano Economico Finanziario, ma a pagina 20 si dice che le tariffe reali sono inferiori ai costi ARERA per via del ribasso di gara di Formula Ambiente SPA.

Mi chiedo
questo taglio forzoso per allinearsi al contratto di gara minerà la qualità dello spazzamento e della raccolta? Perchè questo è quello che interessa ai cittadini al netto del burocratese.

Recupero Evasione a Zero:

Sempre nella relazione di accompagnamento ho trovato DUE Dati Imbarazzanti:
Nella tabella delle detrazioni (Pagina 24), la voce “Recupero dell’evasione” segna € 0,00 per il 2026, 2027, 2028 e 2029.
Sorprende che l’amministrazione pianifichi zero entrate dalla lotta agli evasori della TARI per i prossimi 4 anni.
E ancora, Sempre a pag.24 della relazione leggo:

Sanzioni Inesistenti: Le entrate da procedure sanzionatorie (es. abbandono rifiuti) sono ferme a € 0,00.

“Colleghi, questa relazione ci dice in soldoni che andremo a spendere di più per avere un riciclo reale pari a zero, che scarichiamo sui prossimi anni oltre 400mila euro di costi bloccati dal limite ARERA e che non abbiamo alcuna intenzione di contrastare l’evasione fiscale della TARI nel nostro Comune.

Per questi motivi esprimo il mio voto contrario.

Intervento su PUNTO 2 Tariffe TARI 2026
Presidente/Sindaco/Colleghi
Parto subito con una
Incongruenza e Sovrapposizione delle Scadenze di Pagamento

L’anomalia a pag. 5 della proposta di delibera:

Le scadenze proposte per le rate presentano un evidente errore di sovrapposizione temporale e logica:a. 30.11.2026 (prima rata di acconto)b. 31.12.2026 (seconda rata di acconto)c. 31.01.2027 (terza rata di acconto)d. 30.11.2026 (quarta rata di conguaglio e rata unica)

L’osservazione: La quarta rata (conguaglio) e la rata unica sono fissate al 30 novembre 2026, ovvero lo stesso identico giorno della prima rata di acconto e prima delle scadenze della seconda e della terza rata. Questo errore materiale rende il calendario dei pagamenti inapplicabile e genera totale confusione per i contribuenti. Chiedo una correzione immediata del testo del deliberato.

Ma passiamo alle tabelle che ci sono state fornite.

UTENZE DOMESTICHE (due criticità)

  1. Iniquità e squilibrio della quota variabile

Il problema: La quota variabile balza da € 63,60 per un componente a ben € 148,42 per due componenti, con un incremento superiore al 133%.

L’argomentazione: Due persone in una casa non producono automaticamente più del doppio dei rifiuti di un singolo. Questa struttura penalizza ingiustamente i nuclei familiari di due persone (spesso coppie di anziani o giovani coppie) rispetto ai single.

  1. Mancanza di progressività per i nuclei numerosi

Il problema: Il passaggio da 3 componenti (€ 190,82) a 4 componenti (€ 233,23) fino a 5 componenti (€ 307,44) mostra una progressione lineare molto pesante.

L’argomentazione: La tariffa non tutela la natalità né le famiglie numerose. Il Comune dovrebbe applicare coefficienti di abbattimento sociali sulla quota variabile per le famiglie con più di 3 figli, mentre qui l’incremento di costo è costante e punitivo.

  1. Mancata adozione della Tariffa Puntuale

Il problema: La tabella si basa ancora su coefficienti presuntivi (KA e KB) legati al numero di componenti e ai metri quadri.

L’argomentazione: L’amministrazione è in ritardo sulla transizione verso la “tariffa puntuale” (paghi solo per quello che produci). Continuare a tassare i cittadini sulla base di presunzioni matematiche standard non stimola la reale riduzione dei rifiuti a monte.

  1. Tariffe AIRE Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – ingiustificate per non residenti

Il problema: Per i residenti AIRE (due componenti) è prevista una tariffa fissa di € 0,13 e variabile di € 49,46.L’argomentazione: Pur essendo un’agevolazione rispetto ai residenti ordinari, occorre chiarire l’impatto di queste utenze sulle seconde case. Spesso queste abitazioni restano vuote per 10-11 mesi all’anno, e la quota fissa così bassa rischia di non coprire i costi fissi reali del servizio di rete, che vengono così scaricati sui residenti permanenti.

UTENZE NON DOMESTICHE

Ecco le osservazioni più efficaci divise per tipologia:

  1. Errori e anomalie di calcolo (Istruttoria Tecnica)Il paradosso di “Ortofrutta, pescherie, fiori e piante” (Cat. 2.20):L’errore: A questa categoria viene applicato un coefficiente di produzione variabile pari a 3,00, che genera una tariffa variabile di 1,735782 €/mq.

L’osservazione: Storicamente e secondo il DPR 158/1999, l’ortofrutta e le pescherie sono tra i più alti produttori di rifiuti organici e umidi.
In questa tabella, invece, pagano meno dei “Negozi di abbigliamento” (Cat. 2.10 di 8,24 e tariffa 4,76 €/mq) e persino meno delle “Banche e studi professionali” (Cat. 2.9, 3,90 e tariffa 2,25 €/mq).

Questa evidente inversione dei coefficienti rischia di viziare la legittimità della delibera per irrazionalità e difetto di istruttoria.

Discordanza sulle tariffe a parità di coefficienti (Cat. 2.9):

L’errore: Guarda le due righe dedicate alla Categoria 2.9 (“Banche e studi”).
“Ambulatori medici”

Ho il dubbio che ci sia un errore nella formula matematica del foglio di calcolo dell’ufficio.

  1. Scelte politiche e impatto sulle attività locali (Critica Politica)
    Mazzata sproporzionata su Ristoranti e Bar (Cat. 2.16 e 2.17):
    I dati: I ristoranti/pizzerie pagano una tariffa totale (fissa + variabile) di ben 23,85 €/mq (6,93 + 16,91). I bar e le pasticcerie pagano 18,85 €/mq (5,48 + 13,36). Si tratta di una tassazione punitiva per il tessuto economico locale, specialmente per un comune a vocazione turistica come San Vero Milis (che include le borgate marine). Un ristorante di soli 100 mq si troverà a pagare quasi 2.400 euro di TARI.

Il trattamento di favore per i Campeggi e Stabilimenti Balneari (quasi non abbiamo, ma poiché inseriti in tabella dobbiamo ipoteticamente tenerne conto): I dati: I campeggi (Cat. 2.2) pagano in totale 2,76 €/mq e gli stabilimenti balneari (Cat. 2.3) 4,18 €/mq.
Sebbene queste attività abbiano ampie superfici scoperte, la produzione di rifiuto concentrata nei mesi estivi è massiccia.

Per queste ragioni il mio voto è contrario.


PUNTO 3 ODG SALVAMENTO A MARE

Tempistiche e programmazione: Si può eccepire sul perché lo stanziamento regionale (approvato a febbraio 2026) sia stato recepito d’urgenza solo a metà giugno, criticando l’eventuale ritardo della macchina amministrativa nella programmazione della stagione balneare.

Io non voglio sollevare il vizio di forma, ma c’è una palese
errore/ Incongruenza del testo:
A pagina 2 del documento si legge testualmente: “Dato atto che la maggiore spesa per l’acquisto dell’immobile troverà copertura…”. Tuttavia, l’oggetto descritto è il “Servizio di Salvamento a mare”.
Capisco che l’amministrazione e gli uffici nella passata consiliatura abbiamo effettuato tanti acquisti di immobili famosi (probabile errore da “copia e incolla” di delibere precedenti)
prego il Segretario di mettere a verbale se si tratti di errore materiale e di eliminare il vizio di forma o scarsa accuratezza nella stesura dell’atto, attraverso l’iter previsto in questi casi.

Preannuncio il mio voto favorevole a questa delibera.

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